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Maria Grazia Calandrone/Sulla bocca di tutti (crocetti editore)

rifarsi gli occhi qui
perdonami
sposo mai
terrestre, perché niente
ha guastato il mio amore, nemmeno
il tradimento, niente
mi ha ammutolita: io, lo
sai, passo indenne attraverso ogni scomparsa perché credo
alle formule
e ho fiducia nelle attrezzature, negli scalpelli che hanno scavato
nella coscienza e nell’abbandono
per comporre la somma che siamo stati.

M. G. Calandrone, Arietta dei bambini

L’aria, la prima
che hai respirato, era aria di marzo e di mattina.
Il sole
ardeva quieto nella sua onda
dalla finestra grande perché grande
era il cuore
e disinteressato
come il sole che appoggia la sua luce sulle acque
del fiume
e naviga chiaro
fino al mare
dove lo spazio è tutto attraversato
da fischi di gabbiani e piú niente
fa male. È bello custodire
l’aria nuova sul viso di chi nasce, con mani
umane conservare
sacro il sacro, fare l’aria piú chiara dove tocca
il cuore, perché il cuore sia semplice e leggero
come un aquilone
e altre cose che vanno dalla terra al cielo.
Bello è dire farò quello che posso
e piú di me, come tutte le altre sulla terra: prendi,
vita
dalla mia vita
la tua innocente libertà.

(ruberia)