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Fu grazie a lei che capii/Guido Catalano

HUGO MULAS
“Non riesco a non guardarti le labbra”
dicevo
“probabilmente desideri baciarmi”
diceva
poi tacevo
taceva
aveva occhi nerissimi
fu grazie a lei che capii
che il nerissimo
può competere con
e addirittura di molto battere
l’azzurrissimo
il bluissimo
e, sì
pure il meravigliosissimo verdissimo
non dirò il suo nome
men che meno il suo cognome
il suo codice fiscale
o la sua città natale
- anche perché è ancora viva
e potrebbe riconoscersi
poi si monta la testa -
ma dirò che
ripeteva spesso la frase:
“non siam mica qui a pettinar le bambole”
e quasi sempre
fuori contesto
aveva
il dono
di farmi ridere
e
il dono
di farmi dimenticare
la mia estrema
imbarazzante
odiosa
mortalità
che son due doni
a ben vedere
che valgono
all’incirca
come tutto
l’oro
del mondo
“perché scrivi di me al passato?”
mi chiedeva
“per dare alla poesia un’ aura di malinconia che spacca”
rispondevo
“ma io sono qui”
diceva
“e per fortuna sì”

Ragazza dal seno prepotente

“sì?”
“il tuo seno è prepotente”
“scusa?”
“hai un seno aggressivo”
“lo devo prendere come un complimento?”
“mah, no, direi di no”
“quindi?”
“quindi senienicamente sei arrogante”
“senienicamente?”
“sì, da senieno, come penieno”
“non esiste senieno”
“ora sì”
“dovrei nasconderle?”
“cosa?”
“le tette”
“nel modo più assoluto no”
“mi hai dato dell’arrogante e della prepotente”
“non tu, il tuo seno”
“il mio seno sono io, anche”
“dici?”
“dico”
“e come possiamo fare?”
“guarda che sei tu che hai iniziato con questa storia”
“hai ragione”
“vuoi toccarne una?”
“di cosa?”
“di tetta”
“sei pazza?”
“perché?”
“perché in questo tipo di situazioni non è contemplato che la ragazza faccia un’offerta del genere”
“scusa, chi le decide le regole?”
“nessuno, ma esistono”
“dimmele dunque”
“non le so, le intuisco cammin facendo e anche tu dovresti”
“ti piacciono le mie tette?”
“puoi chiamarlo seno, per favore?”
“va bene, ti piace il mio seno?”
“provo un senso di attrazione-repulsione rispetto al tuo seno”
“più attrazione o più repulsione?”
“sinceramente più attrazione però c’è questa cosa della prepotenza”
secondo te potrei fare qualcosa per rendere meno prepotente ai tuoi occhi il mio seno?”
“sì, dovremmo conoscerci meglio, frequentarci, fare delle colazioni assieme, delle gite, andare al cinema, al mercato, prendere confidenza, raccontarci dei segreti”
“io e te?”
“io, te e il tuo seno”
“questo è un dialogo assurdo”
“questo è un dialogo di meraviglia e di speranza”
“di speranza di cosa?”
“di speranza di frantumare l’impossibilità di dire”
“di dire cosa?”
“tutto”
“tu credi che sia possibile?”
“sta accadendo”
“anche nel mondo reale?”
“questo è il mondo reale e se non lo fosse significherebbe che io ti sto sognando o tu stai sognando me o fors’anche stiamo entrambi essendo sognati da una farfalla, la qual cosa genererebbe in me - non te lo nego - una certa qual frustrazione”
“dunque?”
“hai delle tette di rara bellezza”.
Guido Catalano

love me tender



- mi piace svegliarmiti accanto e vederti svegliarti
- perché?
- perché vuol dire che non sei morta nel sonno
- tu nel sonno mi manchi
- potremmo provare a non dormire mai più
- così si muore
- dici?
- dico
- potremmo tentare di sognarci
- contemporaneamente?
- all’unisono


G. Catalano