La luna, amica dei solitari. Io la conosco bene: anch'io ero come te, stregato dai copioni deliranti dell’ instancabile drammaturgo nascosto nel mio ipotalamo. Anch'io ero preda di quelle strane reazioni chimico-neuronali, di quelle dissipazioni di potenziale elettrico che vengono chiamate sogni.
Solo di notte aprono questi piccoli negozi, in cui faccio i miei acquisti discreti, questi cinematografi clandestini in quartieri brutti che ancora proiettano sgranati film della mia vita.
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Stefano Benni/Prima o poi l'amore arriva
della città di Bologna
come l'inferno inghiotte
i giovani poeti
Un diavolo benigno
li travia. Escono
trasfigurati, gridando
i loro versi al sole
Se fuori c'è la nebbia
da quella libreria
si vede alla finestra
(per qual diavoleria)
il cielo azzurro
I libri parlano
anche se sono chiusi
beato chi sa ascoltarne
l'ostinato sussurro
(A ROBERTO ROVERSI)
s. benni
E io come al solito penso di rispondere nei diversi, seguenti modi.
Va molto bene, ho avuto un sacco di esperienze sessuali, soprattutto su autolinee, il mio cervello si è intriso di nozioni fondamentali e esperienze formative[...]fumo, bevo, e mi batto a duello ogni plenilunio.
Oppure potrei dire: adesso che ti vedo capisco quanto mi sei mancata, e la sola idea che tu sparisca di nuovo mi fa morire, ti amo, ti amo, ti amo e se mi rispondi “sarai mica scemo”, giuro che mangio tutti questi pesci crudi e due chili di pane con la mollica poi mi butto nella pozza gelida, mi verrà una congestione annegherò e avrai rimorso tutta la vita.
Alla fine dico soltanto: va bene, insomma, e tu?
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