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v. cardarelli


Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell'albe senza rumore -
ci si risveglia come in un acquario -
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d'oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema, che cadi
prostrata in riposi enormi,
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell'ordine che procede
qualche cadenza dell'indugio eterno.


Víctor de la Cruz/"Poeti indigeni messicani"


Il giorno che mi cercherai con i tuoi occhi
più non mi troverai,
e dentro il mio cuore
non ci sarà nessuno che ti dica
per quale strada me ne andai
e dove ti dimenticai.


né mistero né dolore/A. Achmatova


Né mistero né dolore
né volontà sapiente del destino:
sempre quell'incontrarci ci lasciava
l'impressione di una lotta.

Ed io, indovinato dal mattino
l'attimo del tuo arrivo,
percepivo nei palmi socchiusi
il morso leggero di un tremito.

Con dita arse sgualcivo
la variopinta tovaglia del tavolo...
Capivo fin da allora
quanto è angusta questa terra.


Leon de Kock/POESIA n. 279

Le gambe di Martine Franck - 1967 BRESSON

Sopporta in silenzio il tuo desiderio, cuore
– così dice Rumi, replicando
replicando al proprio cuore –
perché questa è la risposta.
Questa è la risposta.
Sopporta in silenzio il tuo desiderio, cuore.

(splendida giornata d.)

Stefano Benni/Prima o poi l'amore arriva


C'è un buco nel portico
della città di Bologna
come l'inferno inghiotte
i giovani poeti

Un diavolo benigno
li travia. Escono
trasfigurati, gridando
i loro versi al sole

Se fuori c'è la nebbia
da quella libreria
si vede alla finestra
(per qual diavoleria)
il cielo azzurro

I libri parlano
anche se sono chiusi
beato chi sa ascoltarne
l'ostinato sussurro


(A ROBERTO ROVERSI)

Anna Andreevna Achmatova pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (1889 – 1966) poetessa russa; non amava l'appellativo di poetessa, perciò preferiva farsi definire poeta, al maschile


C’è nell’intimità degli uomini un confine da "Stormo Bianco"
C’è nell’intimità degli uomini un confine
che né l’amore, né la passione possono osare:
le labbra si fondono nel terribile silenzio
e il cuore si spezza per amore.
Anche l’amicizia qui è impotente, e gli anni
pieni di felicità alta infiammata,
quando l’anima è libera e distratta
dal lento languore della voluttà.
Pazzo è colui che vi si appresta,
raggiungerlo è morire d’angoscia...
Ora puoi capire perché non batte
il mio cuore sotto la tua mano.
Pietroburgo, maggio 1915


E chi l’avrebbe creduto/g. anastasi


E ci troviamo viso a viso
a tirare la sorte
la punta che si sfiora
le confidenze sottovoce
la tentazione che non teme
l’attesa di un giorno o una
o le mille ragioni da vendere

E chi l’avrebbe creduto
di avere tutto questo sperma
per nostra signora dei turchi
o semplicemente che
siamo bravi a scoparci
a tenerci, a vederci
e a baciarci sotto una calda luce

Se sei ciò che ho aspettato
allora dovresti vedermi adesso
affacciato da un balcone
con le luci semispente
la mossa ancora da decidere
e la testa pronta a esplodere


g. raboni

Claudia Mozzillo

Io che ho sempre adorato le spoglie del futuro
e solo del futuro ho nostalgia,
mai del passato,
ricordo adesso con spavento
quando alle mie carezze smetterai di bagnarti,
quando dal mio piacere
sarai divisa e forse per bellezza
d'essere tanto amata o per dolcezza
d'avermi amato
farai finta lo stesso di godere.



pvt/5



Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest'abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l'ultima, ma tu dici... stasera, adesso, non è già l'ultima volta? 
Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle, l'amore è niente di più, sei tu che confondi l'amore con la vita
stasera, adesso, non è già l'ultima volta? 

Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle, l'amore è niente di più, sei tu che confondi l'amore con la vita.

Tango sottovoce II



Tienimi. Mentre il mondo passa
urlando. 

Mentre i fiori silenziosi
si chiudono
e si affacciano le stelle.

Mentre milioni di pittori angelici
preparano l’alba. E le 
vetrine si accendono sui viali
trafficati, mentre gli uomini 
si svegliano al loro posto
o altrove e leggerissimi i tir
svaniscono come ultime ombre 
azzurre sulle autostrade, mentre
Lisbona guarda New York 
e il cerbiatto guarda timoroso la radura,
mentre molti godono e ballano,
le luci del porto feriscono
e le stazioni ci inghiottono
e i portici ci disegnano, mentre
molti piangono e cercano 
come rialzare lo sguardo, tienimi
mentre va in scena il mondo
tremendamente 
e il cielo segretamente lo tiene… 
d.rondoni

Tango dell’abbandono


Ballo lentamente con le tue ombre,
non respiro,
vengono da tutti gli angoli della stanza
e da tutti gli angoli del mondo, un giro
solo con ognuna di loro
e piango e ammiro
il tuo volto che velato mi portano
via…
Tango dell’anima mia che ride
anche se più non ti vede
e cede in ginocchio all’andamento
così lento, così lento
del ballo che disegno da solo…

O non è solitudine la luce che in silenzio
deflagra bianchissima e cieca,
non fa l’anima agra, la invita
estrema ala di angeli fuggitivi
nel tuo sguardo la invita a essere
anima ancora,
pazientissima e incendiata, anima
sempre, aurora
d.rondoni

notte d.


ed una magica violenza
s'impossessò dei nostri cuori
ed era bello
...
Non siamo ancora pronti
per addomesticarci




non era vera.
(di vero c’era
 che era
 più nera
 del vero
 che aveva)















Il mio cuore
è fuori moda
Non sei più
la festa mia

Mi bastano i tuoi capelli/Maurizio Landini


..di Valentina quando
è pomeriggio tardi
e la luce del giorno
già pensa alla cena.
Ci siamo visti una volta,
e anche allora
ci guardavamo come
si guardano i manifesti
in corsa.

E si ammassavano le nuvole/simic


Sembrava il tipo di vita che volevamo.
Fragole di bosco e panna al mattino.
La luce del sole in ogni stanza.
E noi a camminare nudi sulla riva.

Qualche sera, però, ci siamo trovati
incerti sul domani.
Come attori tragici d’un teatro in fiamme,
con gli uccelli a ruotare in cerchio sulle nostre teste,
ed i pini scuri inspiegabilmente ancora lì fermi,
abbiamo calpestato ogni roccia insanguinata dal tramonto.

E poi di nuovo sul nostro terrazzo a sorseggiare vino.
Perché sempre questo senso di tragico finire?
Nuvole dalle sembianze quasi umane si ammassavano
all’orizzonte, mentre ogni cosa era piacevole
nell’aria mite ed il mare sereno.

Poi la notte ancora ci sorprese, una notte senza stelle.
Mentre tu accendevi una candela, nuda la portavi
in camera da letto ed in fretta la spegnevi,
ancora lì, inspiegabilmente fermi nel buio, i pini e l’erba.