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Maria Grazia Calandrone/Sulla bocca di tutti (crocetti editore)

rifarsi gli occhi qui
perdonami
sposo mai
terrestre, perché niente
ha guastato il mio amore, nemmeno
il tradimento, niente
mi ha ammutolita: io, lo
sai, passo indenne attraverso ogni scomparsa perché credo
alle formule
e ho fiducia nelle attrezzature, negli scalpelli che hanno scavato
nella coscienza e nell’abbandono
per comporre la somma che siamo stati.

per un quieto vivere


quando inizi a sorridere (amaramente) a chi continua a far prediche e razzola come può


Fëdor Michailovič Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo (1864)


Ero talmente abituato a pensare e a immaginare tutto in modo libresco e a figurarmi tutto al mondo così come lo avevo creato io stesso prima nei miei sogni, che non capii neanche subito, allora, quella strana circostanza. Ed ecco cosa avvenne: Liza, offesa e sconvolta da me, aveva capito molto più di quello che mi immaginavo. Aveva capito, da tutto ciò, quello che una donna afferra sempre prima di tutto, se ama sinceramente, e cioè: che ero infelice.